Dove possono volare i droni? il regolamento Europeo

Quando parliamo di droni, subito ci viene in mente il giocattolo da regalare al nipote o al fratellino, ma non è proprio così.

Il tema dei droni è molto più articolato e complesso dato che è sottoposto a regolamentazione, sia nazionale che internazionale.

Questo però riguarda droni importanti dal punto di vista dimensionale e soprattutto di peso.

Perché esiste la regolamentazione sui droni?

Perchè è necessaria una regolamentzione? basta pensare a cosa accadrebbe se un drone di 300 grammi dovesse, per qualche motivo, cadere in testa ad una persona da un altezza di 40 metri, oppure infrangersi sul parabrezza di un’auto.

Ma ne esistono anche di più pesanti e capaci di raggiungere altezze di volo superiori, perciò un regolamento è opportuno e doveroso.

In Italia, l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), è responsabile della regolamentazione dei droni, a livello europeo c’è l’EASA mentre a livello internazionale a interessarsi alla disciplina dei droni è l’ICAO.

L’intenzione è che l’EASA detti le direttive comunitarie uguali per tutti gli Stati Membri e le organizzazioni nazionali si adeguino modificando lo statuto e le normative interne, in modo da avere un’unica direttiva.

Il Regolamento Europeo sui Droni

L’EASA (acronimo inglesizzato di Agenzia Europea Aviazione Civile), ha scritto e diramato lo scorso anno la bozza del regolamento europeo sui droni. Un plico di 128 pagine pieno zeppo di casistiche, direttive, specifiche che però saranno oggetto di modifiche nel corso dei mesi a divenire.

Lo stesso organismo lo presenta come fossero delle proposte da vagliare insieme agli Stati Membri e per questo la previsione di entrata in vigore è orientata verso il 2020-2021, nonostante l’intenzione iniziale di essere operativi nella seconda metà del 2018.

Comunque sia, da questo documento scaturiscono 3 diverse discipline sul volo dei droni, a seconda della tipologia.

  • Categoria A1: appartengono a questa categoria tre ulteriori sotto classificazioni di droni. Quelli di peso inferiore a 250 grammi, quelli di peso compreso tra questo valore e 900 grammi e tutti i modelli che all’impatto sviluppano un’energia non superiore a 80 Joule. I droni più semplici sono quelli dal peso inferiore a 250 grammi, per i quali non viene posto alcun limite di età di pilotaggio e possono volare senza alcun problema ovunque senza superare i 50 metri di altezza. I velivoli vanno registrati nel momento in cui presentano una videocamera con una risoluzione minima di 5 MP, ma è comunque difficile che droni di questa taglia possano essere abbinati a fotocamere del genere. Nel caso il peso del drone fosse superiore a 250 grammi ma inferiore a 900 grammi, il pilota remoto dovrà avere almeno 14 anni e sarà soggetto al limite di altezza in volo pari a 120 metri. Inoltre chi è in possesso di un simile mezzo, sarà costretto a svolgere un corso di guida (almeno online) con tanto di prova finale. Per questo genere di droni vi è anche un limite di velocità massima, fissato a 68,4 Km/h.
  • CATEGORIA A2: alla seconda fascia appartengono i droni che pesano da 900 grammi a 4 chilogrammi e le restrizioni sono più ferree, al punto che non è consentito il volo in luoghi ove non sia possibile mantenere una distanza minima di 20 metri dalle persone. Inoltre il controllore, di almeno 16 anni, dovrà svolgere un corso che rilascia un attestato di guida, presso un centro autorizzato e riconosciuto di addestramento. In volo non è possibile superare i 120 metri di altezza.
  • CATEGORIA A3: la disciplina è molto simile alla categoria precedente come limite di età del controller e di altezza in volo, ma vi è una limitazione maggiore in merito alle distanze di azione da zone trafficate (auto o persone) e aree in cui vi sono aeroporti nelle vicinanze. Appartengono alla categoria A3 i velivoli con peso compreso da 4 chilogrammi a 25 chilogrammi. Il pilota dovrà obbligatoriamente seguire un percorso di training con un test che sansisca l’idoneità a pilotare velivoli di queste caratteristiche.

In tutte e 3 le categorie identificate dall’EASA, in caso di minorenni alla guida dove viene posto il limite di età, deve sempre esserci la supervisione di una persona adulta.

Il Regolamento, così come è stato proposto, annulla la distinzione tra droni e aeromodelli, unificando i termini e vedendolo come sinonimi, anche se la distinzione relativa al volo creativo (drone ad uno hobbystico, consumer, non professionale) verrà comunque specificata a seconda delle casistiche.

Esistono casi in cui le normative previste per le varie categorie non possono essere rispettate, con riferimento all’altezza o alla distanza di volo dalla persone: in tali situazioni è necessario chiedere un permesso speciale alle autorità, le quali potranno decidere se consentire o meno l’attività.

Per maggiori informazioni sul monitoraggio ambientale con i droni, la ricognizione delle aree pericolose o semplicemente per riprese foto e video, non esitare a contattare Endor operatori di aeromobili:

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